IL CONGRESSO DELLA FEDERAZIONE: UNA SCELTA SBAGLIATA

Come spesso succede, di fronte alla necessità di affrontare i nodi politici di fondo, si ripiega sulle soluzioni organizzative, con il risultato che non solo i problemi non vengono risolti, ma che si rischia di crearne di nuovi. E’ quello che sta avvenendo con la decisione di indire il congresso della Federazione della Sinistra. Purtroppo, e non innocentemente, queste decisioni sono spesso assunte in ambiti ristretti, che molto spesso non comprendono neppure gli interi gruppi dirigenti nazionali dei soggetti politici coinvolti nell’operazione. Sulla natura di tale operazione occorre fare un po’ di chiarezza. In questo intervento, quindi, cercherò di offrire alcuni elementi di conoscenza e, al tempo stesso, esprimere le mie opinioni.

In primo luogo, va precisato che cosa si intende per congresso della Federazione, di cosa effettivamente si tratti. In realtà, le decisioni finali su regolamento e documento politico sono ancora da prendere, ma i contorni appaiono ormai abbastanza chiari. In buona sostanza, tutti gli iscritti delle quattro formazioni che compongono la Federazione verranno chiamati a congresso (e quindi a partire dai circoli) e la fase congressuale si dovrà chiudere entro l’anno. Inoltre – questo è contenuto nello statuto provvisorio che si intende ora sostanzialmente riconfermare – nella fase congressuale dovrebbero essere nominati (dai circoli, alle federazioni, ai livelli regionali, a quelli nazionali) i vari organismi dirigenti. Per ciascuno di questi livelli sono definite tre strutture di direzione: il consiglio, il coordinamento, il portavoce. Per le elezioni di questi organismi si prevede una quota del 25% definita dalle organizzazioni federate e il 75% senza vincolo, ma attenzione, con la clausola che nessuna delle organizzazioni possa superare il 50% dei membri.

Questo a tutt’oggi quello che si può capire dalle dichiarazioni ufficiali dopodiché in sede di commissioni qualcosa potrà cambiare, ma la sostanza probabilmente resterà la stessa. Di fronte a questo ginepraio di norme non è facile orientarsi anche perché alla grande maggioranza degli iscritti sfuggono i termini politici della questione e  agli stessi giungono solo segnali per lo più propagandistici del tipo: “bisogna fare presto”, “non si può rimanere nel guado”, “ chi mette in discussione queste scelte vuole sabotare l’unità” e via dicendo, con tutto l’armamentario allarmistico a cui siamo stati abituati in questi mesi. Affrontiamo allora di petto la questione. Lo farò per punti, per essere estremamente chiaro e diretto.

  1. Non esiste a tutt’oggi una linea politica precisa ed effettivamente condivisa nella Federazione. In particolare, su due punti non irrilevanti vi sono opinioni molto diverse: l’una riguarda il rapporto con il centro sinistra, rispetto al quale ( al di là delle reticenze) alcuni vorrebbero porsi in posizione autonoma e altri vorrebbero “confluirvi” (il termine potrà risultare troppo forte, ma a me pare che la sostanza sia questa). Va da sé che le due posizioni comportano prospettive politiche radicalmente diverse. Il secondo nodo riguarda la CGIL e più in generale la politica sindacale: alcuni sostengono la linea emersa nel congresso ed espressa da Epifani, altri la considerano del tutto sbagliata perché ripropone oggi, e in un momento di stretta economica e sociale, un approccio concertativo senza prospettive. Personalmente, come ho più volte ribadito, sono per l’autonomia dal centro sinistra e per la non subordinazione del  conflitto sociale. In buona sostanza, non esiste la base comune minima per un congresso, a meno di non concepire il congresso come una finzione, sfumando sui contenuti.
  2. Il congresso della Federazione dovrebbe tenersi “prima” del congresso del partito. Il che significa che dopo alcuni mesi che si è tenuto il congresso della Federazione, gli stessi iscritti verrebbero riconvocati per svolgere il congresso del partito. A parte l’assurdità di un dibattito ininterrotto, come si fa a non comprendere che a questo punto sarebbe il congresso della Federazione a dettare la linea al partito, rovesciando completamente l’impostazione corretta  che dovrebbe prevedere prima la consultazione delle singole formazioni politiche? Non solo, ma a quel punto il partito verrebbe messo di fronte al fatto compiuto. Se modificasse le scelte assunte nel congresso della Federazione la metterebbe in crisi, se non lo facesse rischierebbe di subire scelte non condivise, con buona pace della sua autonomia. A questo punto, perché fare il congresso del partito?
  3. Che esista concretamente il rischio che il congresso della Federazione avvii il superamento del partito  lo dimostra non solo la tempistica, ma anche le regole alle quali ho accennato in precedenza. Pensare di costruire una federazione attraverso un percorso che assembla gli iscritti di tutte le formazioni significa già incamminarsi verso la fusione organizzativa, se poi (ed è uno dei tanti paradossi dell’impostazione assunta) si intende dar vita a organismi dirigenti che a ogni livello sono la replica di quelli del partito, si può ragionevolmente pensare che possa coesistere la Federazione e il partito? Di fatto, se si tiene in piedi la Federazione si elimina il partito. Si consideri poi l’assurdo di strutture dirigenti unificate a partire dai circoli, dato che nella stragrande maggioranza dei casi esistono nei territori solo quelli del PRC. Come ci si inventerà la quota da destinare ad altre organizzazioni?
  4. Si sostiene che un congresso di questo tipo consentirebbe l’afflusso di nuove forze, che aprirebbe spazi a chi, non iscritto a nessun partito, vorrebbe confluire nella Federazione. Di qui la retorica su “una testa, un voto”. La realtà è ben diversa. Mentre nei mesi scorsi le forze della Federazione si sono ritrovate quasi esclusivamente per discutere di candidati alle elezioni, l’attività concreta nei territori sulle questioni sociali è stata minima. Qualcuno dovrebbe interrogarsi sul perché è successo. Ma il punto è che in assenza di questo intervento, quale attivazione di rapporti con soggetti esterni è stata promossa? Per quale motivo ora, e peraltro per integrare le fila della Federazione, qualcuno dovrebbe aderirvi? Al massimo potrà affacciarsi alla porta della Federazione qualche pezzetto di ceto politico. In ogni caso, la questione sostanziale è che la formalizzazione congressuale degli organismi della Federazione “chiude” un processo di allargamento, non lo apre. Qualcuno davvero pensa che dopo la ratifica di un congresso qualcun altro si avvicinerà?

E’ lecito, a margine di queste riflessioni, porre due interrogativi. Il primo è: perché avviene tutto ciò? Il secondo è: quale può essere un’alternativa?

Al primo quesito posso rispondere in questo modo. Io penso che la Federazione sia stata la soluzione confusa data a un’esigenza reale e comprensibile, quella di garantirsi una massa di consensi elettorali necessari a sopravvivere. Quali tratti dovesse assumere la Federazione non era chiaro, né si è affrontato seriamente la questione decisiva del suo profilo politico e della sua missione sociale. Quest’ultimo limite, in particolare, a me sembra sia responsabile degli esiti deludenti a livello elettorale. La soluzione organizzativa che ora si intende adottare è il frutto di improvvisazioni, di soluzioni non meditate, di pressioni interne dettate spesso da convenienze di gruppo, ma soprattutto dell’ambiguità di una formula (per l’appunto la “federazione”) che allude a una soluzione politico/organizzativa  intermedia fra l’unità d’azione e la fusione in un nuovo partito. Il tutto nel tentativo di dare stabilità a qualcosa che stabile non è. I rischi, come mi sono sforzato di dimostrare sono i seguenti: dare vita a un’organizzazione artificiosa senza solide basi politiche (e anzi con evidenti differenze), avviare il superamento del partito, diventare ancora più autoreferenziali sul piano sociale.

Che fare allora? Io credo che occorra operare una scelta di fondo. Questa scelta è la costruzione di una sinistra di alternativa dai connotati anticapitalisti, fortemente connessa con le pratiche sociali e con i conflitti, che si pensi e operi come soggetto autonomo dal centro-sinistra. In questa sinistra (in larga misura da costruire, ma la cui base sociale potenziale esiste) deve essere presente una forza comunista rifondata. Quello della “rifondazione comunista” non è cioè un tema solo culturale, ma risponde a un’esigenza politica concreta. Dare un elemento di riferimento politico, teorico e culturale, anche un ancoraggio organizzativo di una certa consistenza, all’operazione di costruzione di una sinistra di alternativa più ampia, nel pieno rispetto delle singole soggettività e con una tensione unitaria vera. Questo significa che le ambiguità della federazione vanno sciolte. Essa non può essere un partito in formazione, che semplicemente eliminerebbe l’unica soggettività di una qualche consistenza che è il PRC, né può risolvere il problema della costruzione di un polo alternativo degno di questo nome. Cosa può essere allora? Molto realisticamente: nell’immediato un’intesa elettorale e, in prospettiva, un primo nucleo di forze di una costituenda sinistra alternativa, beninteso chiarendo i nodi politici che restano in sospeso.

Significa questo buttare a mare quello che si è fatto o lasciare languire nell’ambiguità e nell’inattività la coalizione che si è formata? No, sarebbe un errore.  Occorre invece assumere quelle misure organizzative che rispondono a esigenze vere, senza pregiudicare la prospettiva più ampia, lasciandoci anche la possibilità di sciogliere i nodi politici, senza farli precipitare o in uno scontro fatale o, al contrario, in mediazioni abborracciate, di scarsa credibilità. Faccio tre esempi. La prima esigenza è quella di darsi delle regole sul piano elettorale. E’ urgente la definizione di regole sulle presentazioni elettorali della Federazione che evitino tutti gli inconvenienti, anche sgradevoli, che si sono prodotti fino ad ora.  In secondo luogo, occorre definire da subito una piattaforma di iniziativa sociale. Questa è la vera urgenza e su questo terreno tutti gli sforzi dovrebbero essere promossi a livello locale. Se non c’è un impegno serio nella battaglia di opposizione non ci sono prospettive. Infine, è necessario garantire sui territori quel coordinamento dell’iniziativa necessario, in particolare ai livelli provinciali, oggi praticamente assente,  ma con strutture snelle e, soprattutto, che si possano aprire ad altri soggetti della sinistra di alternativa. Fare questo e bene sarebbe un bel progresso, il resto sono fughe in avanti prive di credibilità.

Gianluigi Pegolo

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30 commenti

  1. Giampaolo Patta ieri sulo Manifesto ha chiesto il congelamento del tesseramento dei partiti e soprattutto l’impegno fin da ora a garantire la durata di un governo di centrosinistra,ovvero la ripetizione del suicidio operato con Prodi e la garanzia forse che lui faccia il soottosegretario senza fastidi! E evidente che la Federazione è il superamento del PRC,la vittoria postuma di Bertinotti e Vendola,ma non ho ancora visto P.Ferrero replicare che il PRC è per l’oggi e per il domani! .Ma se il percorso diventa irreversibile occorrerà rompere gli indugi ed imboccare la strada di una ricostruzione di una forza comunista autonoma,su questo vedo anche te reticente

    • Ma Pegolo non era che il compagno che al congresso di Chianciano invocava l’unità con le forze anticapitaliste e lo scioglimento del partito(MOZIONE 3)??
      Si parla tanto di democrazia:ebbene si fa un congresso più aperto possibile e ci si lamenta.Boh………
      Intanto il Prc non si scioglie dentro la Federazione,detto cio,stiamo cercando di risolvere un problema annoso:ossia l’UNITA’ da tanti evocata a sinistra ma poco praticata.
      Ci sono dei nodi,si è vero,ma un partito e quindi una federazione,appiattita su di una posizione non ci sarà mai.
      Avanti con il Prc,avanti con la Federazione

      • la mozione 3 non parlava di scioglimento del partito, altrimenti non l’avrei mai sostenuta! viceversa ha contribuito alla difesa del prc dallo scioglimento!! oggi la federazione, per come è stata pensata, rischia di far morire lentamente questo partito…

      • Ma stai scherzando?????
        Chiedevate come mozione l’unità dei comunisti e l’unità dei comunisti si fa o sciogliendo ilo partito per farne un altro o con una Federazione.
        Mah……..sinceramente a questo punto non capisco se alla riunione che ho partecipato col compagno Azzarà,mozione 3,prima del congresso,sia veritiera o no.
        Boh……….forse c’erano troppe posizioni diverse dentro la mozione 3 visto che Pegolo dice una cosa,Giannini è da 3 anni che vuole sciogliere il partito per farne un altro,Masella adesso gli va bene la Federazione.
        Mah…………

      • Chiedevate come mozione l’unità dei comunisti e l’unità dei comunisti si fa o sciogliendo ilo partito per farne un altro o con una Federazione.
        Mah……..sinceramente a questo punto non capisco se alla riunione che ho partecipato col compagno Azzarà,mozione 3,prima del congresso,sia veritiera o no.
        Boh……….forse c’erano troppe posizioni diverse dentro la mozione 3 visto che Pegolo dice una cosa,Giannini è da 3 anni che vuole sciogliere il partito per farne un altro,Masella adesso gli va bene la Federazione.
        Mah…………

    • Caro Scola,

      mi scuso con te e con gli altri compagni che hanno mandato le loro osservazioni al mio artiocolo per il ritardo con cui rispondo. Ad ogni modo, non mi pare proprio di essere stato reticente. I rischi che tu denunci sono stati oggetto di miei interventi pubblici nelle riunioni dei gruppi dirigenti del PRC, ma anche su Liberazione e su questo Blog. Posso anche confermare che sono stato fra i primi, se non il primo, ad assumere queste posizioni. Se non mi sono pronunciato sul che fare se tutto dovesse implodere è perchè ritengo che ora occorra fare una battaglia politica e quando si conduce una battaglia politica è bene non anticipare scelte future. Ritengo inoltre che gli esiti non siano automatici e che proprio per questo delle anticipazioni fuori tempo potrebbreo ridurre l’effetto positivo di tale battaglia.

      Gianluigi Pegolo

  2. Vedrai che al momento opportuuno reticenze non ce ne saranno…

  3. …molto probabilmente Piro non ha seguito molto attentamente il congresso del PRC di Chianciano,la mozione 3 di cui ,anche se sono per loscioglimento delle mozioni,faccio parte,orgogliosamente,era forse l’unica nei fatti e negli interventi che non voleva sciogliere il PRC,mentre altri (Bertinotti ,Vendola Giordano ed altri )nei fatti ne proponevano lo scioglimento,poi, rimasti in minoranza,uscivano dal partito lasciandoci in “braghe di tela”alla vigilia delle elezioni Europee.
    La democrazia è necessaria innanzitutto all’interno del PRC dove i compagni dei vari circoli contano poco o nulla,quindi prima ci si chiarisce al nostro interno poi ,una volta sistemate le questioni interne ,si va al congresso della Federazione della Sinistra.
    A mio parere se questa non è la strada da seguire,andremo poco lontano…..

    • Ma stai scherzando?????
      Chiedevate come mozione l’unità dei comunisti e l’unità dei comunisti si fa o sciogliendo ilo partito per farne un altro o con una Federazione.
      Mah……..sinceramente a questo punto non capisco se alla riunione che ho partecipato col compagno Azzarà,mozione 3,prima del congresso,sia veritiera o no.
      Boh……….forse c’erano troppe posizioni diverse dentro la mozione 3 visto che Pegolo dice una cosa,Giannini è da 3 anni che vuole sciogliere il partito per farne un altro,Masella adesso gli va bene la Federazione.
      Mah…………

  4. Ai tanti sostenitori acritici del mito dell’unità invito a trovarla per esempio sul ritiro immediato dall’Afghanistan:chi convince Bersani? E se Vendola in nome dell’unità segue Bersani chi non lo segue?O tutti ci mettiamo la spilla della pace di bertinottiana memoria e stiamo a reggere un governo che continua la guerra in Afghanistan?
    L’abrogazione della legge 30 a C.Damiano la chiediamo ancora o non avendola ottenuta facciamo finta di niente e reggiamo il governo?saremo capaci di convincere Fioroni che la scuola privata non và finanziata o ci tureremo il naso?Il referendum per l’allargamento dell’art 18 prese 11 milioni di sì,noi stessi ce ne dimenticammo e ci ac cordammo con chi l’aveva boicottato perchè era permeabile,ora a P.Ichino nostro alleato del PD chi dirà qualcosa? Potrei continuare con altre 100 domande,ma il mito dell’unità rischia di portarci alla condizioone di non potercele più porre semplicemente perchè come comunisti saremo spariti,ma le guerre e le ingiustizie resteranno

  5. compagno Pegolo,
    a mio modesto parere una federazione tra forze disomogenee è una vera sciocchezza; non si deve fare assolutamente se si vuol salvare quel che resta del partito; la maggioranza dei quadri dirigenti la vuole a tutti i costi fino ad arrivare all’assurdo di convocare un congresso di federazione che precede i congressi dei partiti costituenti che potrebbero addirittura rifiutarla ? Ebbene…..faccia pure!! Vorrà dire che il partito di RC sparirà completamente dallo scenario politico (non è che ci voglia poi molto). I compagni se ne faranno una ragione e si dedicheranno ad altri interessi con buona pace dei pochi per i quali la “Politica” rappresenta ancora una ragione di vita. Non si esce da questa sorta di “cupio dissolvi” in cui sembrano essere precipitati molti di coloro cui spetta guidare il partito. Non resta che prenderne atto e sperare che dal basso si formi un moto di ribellione che ribalti tale maggioranza e che riporti tutto il partito nell’alveo dello spirito che sembrava uscito vincente a Chianciano che molti aveva convinto ma che da altri era stato accettato con ipocrisia visto che fin da subito hanno ripreso a remare contro. Chi si firma in calce non mancherà di fare la sua parte assieme ai compagni del suo circolo. Tutto questo mentre il paese va verso la catastrofe!! Roba da mettersi a piangere!!
    Saluti comunisti
    Beniamino

    • e’ del tutto evidente che la federazione , cosi’ com’e’ concepita e’ la vittoria postuma di Vendola e C: dove c si potrebbe anche leggere come G. cioe’ compagno Grassi…

  6. avete solo una possibilità per salvarvi..arrendersi incodizionamente alla causa Nichi Vendola…o seguire la via lungimirante dei vostri compagni Ferrando e Turigliatto…

  7. La farò semplice, perchè semplice è.
    Costituire la Federazione della Sinistra è cosa indispensabile. Lo scopo deve essere quello di costituire una massa critica che sia in grado di opporsi a teorie e pratiche revisioniste da qualsiasi parte vengono, con l’unico scopo di difendere i diritti e le necessità della nostra Classe.
    Questo a prescindere da eventuali risultati elettorali che potremmo anche non cercare.

  8. Ma un congresso non è la sede naturale dove derimere tutti sti casini???. Documenti chiari; posizioni chiare e via dicendo. Se poi nei territori c’è la consapevolezza della situazione tutti quanti faranno la loro parte responsabilmente per dare corpo ad una indubbia necessita (troppo spesso dichiarata a parole ma nelle pratiche negata) l’unita dei comunisti, degli anticapitalisti degli antifascisti, degli antiorazzisti, degli antimafie etc… Si spera forse che Ferrero si mette d’accordo con Diliberto e poi con Patta e Salvio e poi i cpn e/o gruppi didirgenti delle varie costole si mettono d’accordo e forse solo dopo questo grande patteggiamento………messe a posto le poltrone per tutti si può fare il congresso della FdS…..abbiamo deluso la parte buona del paese; adesso la faremo sorridere. D’Alema, Bertinotti, Veltroni etc….se la ridono

  9. La via che doveva essere intrapresa dopo il congresso di Chianciano ha funzionato solo come un rinvio della possibile scomparsa di RC, ma non ha certo rilanciato la costruzione dell’alternativa comunista. Ovvero la debolezza è anche tutta dentro RC che in questi mesi ha dimostrato di non essere in grado di riprendere in mano il lavoro nella società, sul territorio, nei luoghi del conflitto. Ma allora se è vero che fare il congresso di Federazione non può servire all’obiettivo del rilancio dell’opzione comunista, e anche vero che anteporre RC alla Federazione è anch’essa una strada senza uscita. Se è vero questo, allora la questione va spostata sul come spendere le poche forze in campo per salvare l’opzione comunista in Italia. Proviamo ad imparare da altri momenti bui che il movimento comunista a dovuto affrontare nel passato e …rimbocchiamoci le maniche.

  10. diciamo le cose chiare chiare.
    Questo passaggio è solo uno dei passaggi in cui si prende atto del fallimento delle (diverse) linee politiche cha hanno preso il potere a Chianciano e della sconfitta storica ed irreversibile di quella linea politica.
    Chi non ne prende atto e non si interroga può seguire i “lungimiranti” Ferrando e Turigliatto
    Il paese ha ancora bisogno di sinistra, un po’ meno della sua allegoria.
    In questi ultimi due anni RC è scomparsa per propria responsabilità, non certo per colpa di chi ha deciso di aprire una nuova eesperienza, che parlasse dell’oggi e del domani.
    Buon lavoro!

  11. Caro Pegolo
    il metodo e il merito
    parli di manovre in segrete stanze. Per quel che mi consta tu stai in segreteria nazionale e quella segreteria ha proposto a diversi cpn documenti inequivocabilmente di segno opposto a quello che tu scrivi. Quindi o dormivi o non c’eri? A questo punto dovresti avere la decenza che ha avuto Bellotti: dimetterti

    • Caro Paternò,

      non ho condiviso e non condivido la scelta del compagno Bellotti, per una ragione molto semplice: io sono per restare negli esecutivi e fare la battaglia politica. Trovo molto più comodo andarsene. Questo ho sempre pensato. In quanto a me, ho sempre sostenuto in modo limpido le mie posizioni, e non vi ho rinunciatio neanche ora che sono nella segreteria nazionale. Se hai dei dubbi rileggiti i verbali del CPN pubblicati su Liberazione.

      Gianluigi Pegolo

  12. Viene da chiedersi:
    ma occorrono ancora i comunisti? Probabilmente si, ma per fare cosa, per salvare il paese? ma quale paese, quello che vota quest’ammasso di ladri e furbi opportunisti solo perche verrebbe essere come loro???? oppure quella massa incosciente che non ce la fa più, che vorrebe alzare la voce ma si è trasormata in singoli afoni dediti solo a coltivare il loro piccolo orticello????
    Forse stiamo sbagliando la collocazione storica ed allora anche la costituzione della federazione della sinistra rischia di sembrare l’annuale ritrovo dei garibaldini.
    Ho sempre creduto che essere comunista sia prima di ogni altra considerazione essere evoluto (termine forse eccessivo, ma completo), ma da troppi anni ormai siamo osservatori e non protagonisti dell’evoluzione e questo ci ha relegato in un angolino dove ormai possiamo solo litigare.
    Credo che prima di tutto dobbiamo ripensare noi stessi, chiederci se serviamo ancora a qualcosa visto come siamo messi e cosa potremmo fare noi per crescere e cambiare le cose.
    Sarò pessimista, ma ritengo che con la federazione della sinistra non ci saranno le condizioni per ritrovarci sullo stesso percorso.
    Ormai occorre una fusione, di quelle ad alta temperatura, che può iniziare solo dalla base militante, che non è solo quella del PRC e scissionisti vari.

  13. Se dovessi scegliere tra i pedofili e gli ex comunisti , sceglierei i pedofili inquanto l pedofili possono guarire in mano esperta, ma gli ex comunisti sono peggio di qualsiasi male, fincche ci sono loro io non vado con la federazione o qualsiasi organismo radio tele comandato dal pd

  14. CONTINUIAMO COSI’ E POI NON CI DOBBIAMO LAMENTARE SE LA GENTE NON SI SENTE PIU’ RAPPRESENTATA DA NOI !!! SIAMO IN TRE ED ABBIAMO 10 IDEE DIVERSE !!!! SIAMO RIDICOLI !!!!

  15. Caro Pegolo e cari tutti.
    A me sembra che nel partito a tutti i livelli ci sia una deriva istituzionalista, politicista e verticista.

    La scelta scellerata fatta dai gruppi dirigenti nazionali di sciogliere nei fatti il partito ( con la creazione della FED. della SIN. e leggiti lo Statuto provvisorio) in un contenitore più ampio che è la Federazione della Sinistra ha ottenuto il solo risultato di distruggere quel poco che era rimasto del PRC ( dopo la sconfitta dell’Arcobaleno).
    Basti vedere cosa sta accadendo in tutta Italia dove molti compagni del PRC hanno fatto prima della nascita, durante e fino ad oggi stanno facendo le valigie disgustati e dove questa osannata Federazione, “ Il Titanic Arcobaleno insegna”, è dilaniata da scontri feroci per accaparrarsi un posticino sicuro, vedi ciò che è successo alla Federazione di Napoli, Roma, Torino Bologna, solo per citarne alcune. A mio avviso l’ultima campagna elettorale delle regionali si è prefigurata sempre di più come una “guerra tra bande”, dove la posta in gioco è stato il tentativo maldestro e distruttivo, della conquista dei posti da consigliere regionale, assessorati, funzionari e non ultimo la gestione delle risorse finanziarie.
    Un’esempio per tutti la Federazione di Bologna, che con le scelte fatte dalla Segreteria e dal CPF, monopolizzato da una minoranza che non rappresentava il corpo del Partito, ha sostenuto la candidatura di R. Sconciaforni una persona che ha brillato e brilla unicamente per le sue assenze e la sua capacità di ritrovarsi perennemente candidato a qualche cosa.

    Quando la politica si riduce a questi mezzucci e a un mero esercizio di potere personale o lobbistico non ha più senso definirla tale, ma va chiamata con il suo nome, una schifezza.

    Tutto questo non ha nessun respiro ideale, politico,ne programmatico non è capito dai compagni e dai nostri pochi elettori, a seguito di queste scelte il PRC a Bologna città ha perso la metà del consenso elettorale (SEL LA RADDOPPIATO passando davanti al PRC), il tesseramento è crollato, passando da circa 500 iscritti ad oggi ne conta si e nò 200.
    Io mi sono iscritto dalla nascita del Movimento della Rifondazione comunista , come tanti compagni abbiamo sempre avuto come unico obbiettivo la rifondazione di un partito comunista in Italia, un partito comunista aperto alle tante esperienze sociali e politiche riconducibile all’anticapitalismo.
    Ma la Federazione, nata da una decisione autoritaria di Diliberto, Salvi e Ferrero, non ha certo questo obbiettivo, ma quello di affossare questo progetto, ricordo a tutti che l’ultimo congresso congresso di Chianciano non ha certo deciso di creare questo obbrobrio, anzi (leggere il documento conclusivo)!
    La decisione di una “èlite politica” di fare prima il Congresso di FED.Sin. e dopo del Prc è esemplificativo ed ultimo passaggio di una operazione di liquidazione politica di una idea della “rifondazione comunista”.

    Cari compagni le decisioni si prendono dal basso e con una discussione e un in un congresso del PRC.Non con le decisioni verticistiche e da un gruppo dirigente autoreferenziale , incapace e inadueguato, devono fare le valigie!!!!Non esistono politici per tutte le stagioni!!

  16. compagnio pegolo io mi sento(o forse meglio dire mi sentivo) rappresentato dalla tua persona…io non sono un iscritto a rifondazione comunista, sono un ragazzo che vuole si in primis l’unità di tutti i comunisti(cosa essenziale per affermare una vera forza di sinistra nel paese)…ma la federazione della sinistra è un proceso fondamentale che deve essere rafforzato…io credo che bisogna assolutamente insistere su lprocesso della federazione della sinistra…io tengo molto all’unità di tutti i partiti comunisti…ma credo anche molto nel processo della federazione della sinistra..processo che ha come obiettivo fondamentale la costruzione di un vero soggetto di sinistra….e io mi sto impegnando in prima persona per questo progetto perchè ci credo veramente…e come me molti ragazzi della mia età che si indentificano nella federazione della sinistra…per favore non rendete vani i nostri sforzi..piuttosto, invece che criticare il congresso della federazione della sinistra, dovresti parlare ai compagni di altri movimenti e partiti come sinistra critica e pcl rete dei comunisti in modo che sia un congresso partecipato in modo da formare un unico polo comunista, anticapitalista e ambientalista…bisogna cogliere l’opportunità del congresso per tentare di formare un unico processo che riunisca tutti i comunisti dispersi in varie formazioni….è l’ora di continuare con maggiore forza il cammino della federazione della sinistra attirando più comunisti possibili all’inetrno di questo progetto….secondo me deve essere questo il tuo obiettivo compagnio…saluti comunisti e ambientalisti dalla valle di susa

    • Caro Andrea,

      comprendo il tuo stato d’animo, ma credo vi sia bisogno da parte mia di una chiarificazione. Io non sono contrario all’unità, non mi spaventano i processi unitari, nè penso che i comunisti debbano per forza sempre rimanere da soli. Quello che invece non mi convince è quando l’unità si costruisce in assenza di contenuti, costruendo prima i contenitori e poi sperando che questi assumano un profilo politico.Il disastro provocato dall’Arcobaleno nasce appunto da questo errore fondamenale. Chiediti: perchè ormai da mesi si parla di Federazione, si partecipa alle elezioni con le liste della Federazione e non c’è una vera mobilitazione della Federazione sulle questioni sociali sui territori? E perchè, nel contempo, non vi è un apprezzabile afflusso di energie nuove? Si tratta di limiti organizzativi? Non credo. Il problema è che senza una identità e una chiareza di posizioni non si riesce ad appassionare. Questi sono per me i limiti seri della Federazione. Fare un congresso in questa situazione significa mettere la polvere sotto il tappeto. Una operazione poco utile se non dannosa.

      Gianluigi Pegolo

      • compagno pegolo concordo quando tu dici che bisognava fare prima il congresso di rifondazione comunista e poi quello della federazione della sinistra…e adesso sono convinto delle tue posizioni che prima sinceramente non avevo compreso in pieno…comunque spero porterai il più possibile le tue posizioni all’interno di rifondazione e della federazione perchè al giorno d’oggi c’è bisognio di comunismo….sarebbe bello secondo la mia opinione che sinistra critica confluisca nel progetto della federazione della sinistra…sarebbe bello alle prossime elezioni avere solamente una falce e martello sulle schede elettorali…
        a risentirci dopo la mia maturità…

  17. In tutta la sinistra italiana, non esiste una linea polita chiara e ben definita.
    Pur mantenendo la propria identità e quindi senza dover necessariamente confluire nel PD, si può discutere, concordare e allearsi con il PD per raggiungere gli stessi obiettivi politici…ovviamente ancora tutti da definire!!! La Federazione non deve essere un fine ma uno strumento.
    A mio parere il Congresso della Federazione potrebbe diventare la sede adeguata dove segnare la “nuovissima ” linea politica della Sinistra italiana. Per capirne le ragioni dell’esistenza stessa dei comunisti e soprattutto per mettere fine alla miriade di partitini/correnti/movimenti/associazioni messe in piedi da “affossatori” come te.
    Caro Pegolo, è dovere di tutte e 4 le forze politiche che compongono la Federazione della Sinistra di dare un positivo contributo alla riuscita di una progetto politico che porti l’Italia e i Giovani fuori da questa crisi.
    Purtroppo, a causa di gente come te, la sinistra ed i comunisti stanno scomparendo….per capirci, non sono neanche riuscita a finire di leggere il tuo articolo per il disgusto.
    E’ pensare che Rifondazione è già un federazione delle varie correnti che aleggiano al suo interno e mi devo sentir dire ste stronzate sulla riuscita della Federazione della Sinistra .
    Chissà perché il PRC continua a perdere consessi..maaah!!!!
    Mi auguro che i compagni rimasti nei partiti trovino la forza di contrastare simili incoscienti del tuo calibro.

  18. compagno pegolo al prossimo congresso della federazione della sinistra secondo me ti dovresti impegnare in modo politicamente producente che non si ripristini la possibilità di un secondo governo prodi….confido nel tuo impegno….un accordo di governo sarebbe devastante…spero non vinca al ongresso questa posizione…quindi…impegnati perchè non si verifichi questa posizione come maggioranza…


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